sabato 20 novembre 2010

NON LUOGHI

Ieri stavo leggendo un' articolo a proposito dei nonluoghi.
Secondo Marc Augè,noto antropologo francese, il mondo contemporaneo può essere considerato e segnato da tre decentramenti: la città, segnata dai suoi legami con l'esterno (aeroporti autostrade stazioni) il centro storico, e la casa. Il modo di vivere e di relazionarsi, con l'avvento di Internet e dei pc è cambiato. C'è un costante collegamento con l'esterno.
Si è passati dalla relazione con una persona, membro della famiglia, ad altre che continuiamo a sentire tramite cellulare o socialnetwork.

Gli alberghi, quelli di catena assieme ad altri tipi di infrastrutture possono essere considerati come nonluoghi. Sono nonluoghi i supermercati, le grandi catene alberghiere con le loro camere intercambiabili, ovvero ogni posto che trasmette il contrario di una dimora, di una residenza,o di un luogo nel senso comune del termine. Il paradosso è che si accede all'anonimato dei nonluoghi solo fornendo una propria identità: passaporto, carta di credito...

Quindi in questo momento di continua relazione con l'esterno rifletto su quello che mi circonda. Per convenzione il nostro si chiama Hotel Touring o albergo Touring, ma sono sempre orgoglioso quando un cliente dice di sentirsi come a casa propria o ancor meglio, sente la sensazione della vacanza. Vacanza intesa come momento di svago, di liberazione dallo stress, dalle incombenze. La sensazione di pausa.

Credo, che questo sia uno dei grandi obiettivi che ogni albergatore debba porsi.

Non esiste miglior marketing dell'essere se stessi, e noi non possiamo puntare agli standard delle grandi catene alberghiere, perché noi siamo unici.Per noi intendo tutti i piccoli alberghi a conduzione famigliare che ogni giorno faticano per ricavarsi la propria fetta di torta di fronte a queste grandi imprese dei grandi capitali e dei ricchi budget.
Forse questa crisi c'è riportato un po' indietro, ad una dimensione più umana dove privacy non debba essere a tutti i costi sinonimo di anonimato, dove il silenzio non debba essere accompagnato dalla solitudine.

Se vi interessa l'argomento in libreria ci sono un paio di libri dell'autore una breve introduzione a un'antropologia della surmodernità.

M